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Vocabolâi do zenéize de Zêna

[ Léscico ]

O zenéize de Zêna o prezénta bén bén di vocabolâi che pêuan êse divîzi in doî grùppi: i vocabolâi stòrichi e i vocabolâi ciù recénti.
Méntre i prìmmi són stæti fæti pe mostrâ l'italiàn, quelli ciù recénti saiéiva bén che fîsan fæti pe mostrâ o zenéize e sorviatùtto a grafîa. Ma-a no l'é coscì. Into scrîto ciù picìn se peu lêze, pe ògni vocabolâio, o pài de l'Académia.

O 23 d'arvî do 2011, giùsto tréi ànni dòppo che l'Académia a l'é in sciâ Ræ, l'Erga a l'à fæto sciortî a segónda ediçión do "Dizionario" do C.P.P. do 1995. Sta nêuva ediçión, curâ dò-u Franco Bampi e dò-u Stêva Lusito, a l'adêuvia grafia ofiçiâ.
 

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Léscico

Màppa do scîto

 

I vocabolâi stòrichi


[ in çimma da pàgina ]

D. Giuseppe Olivieri, Dizionario domestico Genovese-Italiano, Tipografia Ponthenier e F, Genova, 1841
È il primo dizionario della lingua genovese. Nasce dagli appunti che l'Olivieri usava per insegnare l'italiano; è piuttosto incompleto.

D. Giuseppe Olivieri, Dizionario Genovese-Italiano, per Giovanni Ferrando, piazza S. Matteo, Genova, 1851
Opera d'interesse, è l'edizione ampliata del dizionario del 1841. Altri compilatori di dizionari, tra cui il Casaccia, hanno usato le definizioni qui riportate.

Giovanni Casaccia, Vocabolario Genovese-Italiano, Tipografia dei Fratelli Pagano, Piazza S. Giorgio n° 1383, Genova, 1851
Secondo Vito Elio Petrucci, il "vero" Casaccia, quello davvero genovese, è questo: cioè quello scritto prima dell'unità d'Italia.

P. Angelo Paganini, Vocabolario domestico Genovese-Italiano con un’appendice zoologica e illustrato con tavole, Tipografia di Gaetano Schenone, successore Frugoni, piazza Posta Vecchia, Palazzo Ricci n° 6, Genova, 1857
Vocabolario interessantissimo e di grande attualità, essendo compilato per materie (con l'utile indice alfabetico delle parole) e corredato da 37 tavole illustrate che mostrano i vari termini.

P.F.B., Vocabolario tascabile Genovese-Italiano per il popolo, co' tipi del R. I. Sordo-Muti, 1873
L'autore viene identificato con con P(adre) F(rancesco) B(acigalupo). Come dichiarato dall'autore, lo scopo è quello di fornire la parola italiana corrispondente alla genovese, senza altri dettagli. L'interesse in questo vocabolario è eminentemente storico.

Giovanni Casaccia, Dizionario Genovese-Italiano – seconda edizione accresciuta del doppio e quasi tutta rifatta, Tipografia di Gaetano Schenone, Via della Maddalena 26, Genova 1876
È giudicato il più importante vocabolario del genovese e la spiegazione dei vari termini è ampia. Diversi autori, però, hanno notato che sono state registrate molte voci che sono schiettamente italiane e non genovesi.

Gaetano Frisoni, Dizionario Moderno Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, arricchito di una raccolta di mille proverbi liguri e seguiita da un Rimario Dialettale compilato dal P. Angelico Federico Gazzo, A. Donath Editore, Genova 1910
Quest'opera nasce a seguito del concorso, bandito dal ministro della pubblica istruzione, il savonese Paolo Boselli, per la pubblicazione di dizionari dialettali per favorire la conoscenza dell'italiano. È definito "moderno" perché include anche nuovi termini non tradizionali, ma usati nel parlare.

V.D.M., Vocabolarietto Genovese-Italiano e Italiano-Genovese per le classi 3a 4a 5a e 6adei paesi della Liguria, Tipografia Editrice Nicolosio, Recco (senza data, forse 1923)
Autore non identificato. Come al solito, anche questo "vocabolarietto" serve a far conoscere i vocaboli o più importanti o più rari per agevolare la conoscenza della lingua italiana.

Alfredo Gismondi, Nuovo Vocabolario Genovese-Italiano, con rilievi sulla ortografia, pronuncia e qualche particolarità grammaticale, Edizioni Fides, Tipografia Fratelli Pagano, 1955
Come dichiara l'autore, lo scopo del vocabolario è quello di fornire uno strumento attuale che, escludendo italianismi o francesismi, includa anche le nuove parole che la tecnologia ha introdotto.

I vocabolâi ciù recénti


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Luigi Cavenaghi, Dizionario italiano-genovese, manoscritto inedito conservato presso l'associazione "A Compagna", Genova (senza data, comunque ante 1977, data di morte dell'autore)
Come scrive l'autore, il dizionario, di grande interesse, è stato compilato in difesa del dialetto genovese che sta scomparendo.

Michelangelo Dolcino, E parolle do gatto, dizionario genovese-italiano di termini, insulti, locuzioni e proverbi assolutamente sconvenienti, Erga edizioni, Genova, 1975
I vocabolari storici genovesi sono molto castigati e non riportano parolacce. L'opera di Dolcino, ampliata di almeno un terzo nella sesta edizione del 1989, arricchita e rifatta, pone rimedio a questa lacuna.

Michelangelo Dolcino, E parolle de l'amô, dizionario genovese-italiano di termini, locuzioni e proverbi, casti e no, dedicati all'amore e alla donna, Erga edizioni, Genova, 1978
Questo vocabolario, nato per registrare parole dolci e romantiche, è in realtà una sorta di completamento de "E parolle do gatto".

Aidano Schmuckher, Dizionario Genovese pei Bambini, Primo insegnamento oggettivo con 348 figure in cromolitografia, Tolozzi, Genova, 1981
Un vocabolario tematico (sullo stile di quello compilato da P. Angelo Paganini nel 1857) composto da 23 tavole e da un glossario delle parole usate.

Aidano Schmuckher, Parolle succide zeneixi, Guido Mondani Editore, Genova, 1981
Un vocabolario sullo stile de "E parolle do gatto" del Dolcino, divertente e documentato come nello stile dello Schmuckher.

Valentino De Carlo, Parolacce Genovesi, Biblioteca Ligure Meravigli, Milano, 1994
Un vocabolario snello a imitazione del più celebre "E parolle do gatto" del Dolcino.

C.P.P., Moderno Dizionario Rapido genovese-italiano, italiano-genovese, completo di rimario genovese, sotto l'egida della A Compagna, Erga edizioni, Genova, 1995
Nell'intendimento dell'autore, Carlo Piero Pessino, il vocabolario, che presenta spunti di interesse, è inteso come una pubblicazione "svelta" da consultarsi senza affrontare le problematiche della glottologia.

Fiorenzo Toso, Dizionario Genovese, italiano-genovese, genovese-italiano, Antonio Vallardi Editore, Milano, 1998
Un vocabolario tascabile dove si fornisce la semplice traduzione dei termini. L'opera pare ispirata al consolidamento della grafia del prof. Toso, grafia incoerente e che differisce dalla grafîa ofiçiâ.

Carlo Olivari, Laboratorio di lingua genovese, Zeneise Riso Ræo - Vocabolario delle parole difficili del Genovese, Liberodiscrivere, Genova, 2003
Con l'idea di tradurre solamente le parole difficili del genovese, il vocabolario contiene molti termini, pur non essendo ingombrante.

Carlo Olivari, Laboratorio di lingua genovese, Zeneise Riso Ræo - Vocabolario Italiano-Genovese, Liberodiscrivere, Genova, 2006
Forse il primo vocabolario italiano-genovese piuttosto ampio e curato, che non si limita alla mera traduzione del termine, ma propone anche della fraseologia.

Adriano Agostino, Dizionario genovese, Newton Compton editori, Roma, 2006
Salvo qualche minore variazione, questo vocabolario è identico al Gismondi del 1955 e non presenta alcun spunto di originalità. Un vocabolario inutile di cui non si sentiva la mancanza.

Carlo Olivari, Laboratorio di lingua genovese, Zeneise Riso Ræo - Vocabolario Genovese-Italiano, Italiano-Genovese, Liberodiscrivere, Genova, 2006
Questo lavoro, che comprende e amplia i due precedenti vocabolari dello stesso autore, editi separatamente, si presenta come un punto d'arrivo della serie dei "vocabolari storici". La sezione italiano genovese è ampia e curata.

Franco Bampi, Nuovo Vocabolario Italiano-Genovese, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2008
È il primo vocabolario che adotta la grafîa ofiçiâ. Poiché tutte le parole sono scritte con tutti gli accenti, giustamente si segnala nella copertina che è indicata la pronuncia di tutte le parole. Presenta una ricca fraseologia e, ove occorre, indica il plurale dei nomi e, per i verbi, la prima persona dell'indicativo presente e il participio passato.

Franco Bampi, Stefano Lusito (curatori), Moderno Dizionario Rapido Genovese-Italiano Italiano-Genovese, Erga, Genova, 2011
Ecco un altro vocabolario che adotta la grafîa ofiçiâ. È una riedizione del C.P.P. del 1995, recensito sopra, ampliato in modo da renderlo autosufficiente. Per questo e per la dimensione contenuta è una guida utilissima e indispensabile per chi voglia scrivere in grafîa ofiçiâ.

O vocabolâio de parlæ da Ligùria


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Dalla "Guida alla consultazione del vocabolario" pubblicata nel volume I:

Il Vocabolario delle parlate liguri si propone di far conoscere ai Liguri la base lessicale che, pur nella differenziazione delle forme fonetiche, costituisce, per così dire, l'ossatura del ligure romanzo e, nel contempo, vuole mettere in evidenza i caratteri distintivi delle nostre parlate a livello subregionale e locale, e l'autonomia del dialetto rispetto alla lingua nazionale.

L'opera è di indubbio interesse per gli studiosi. La grafia utilizzata è oltremodo complessa, ma consente di conoscere l'esatta pronuncia di ogni termine.
Il "Vocabolario" presenta tuttavia alcuni inconvenienti. In primo luogo per ogni voce, che raccoglie tutte le forme fonetiche che si riconducono alla stessa base etimologica, i vari termini sono disposti da ponente a levante, con Genova al centro. Risulta così difficile reperire i termini del genovese di Genova, pur essendo questi quelli di gran lunga più diffusi e più usati. Ad esempio, la parola coæ (voglia, desiderio) è registrata sotto il lemma cuvéa.
In secondo luogo, è qui la cosa è molto più grave, i termini riferiti al genovese di Genova non sono scritti come si pronunciano a Genova (ad esempio, ma gli esempi sono tantissimi, ben a Genova è detto con la e stretta, mentre il vocabolario lo registra con la e aperta).

Il Vocabolario delle parlate liguri è composto come segue.

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, I, A - C, a cura di Giulia Petracco Sicardi, Fiorenzo Toso, Patrizia Cavallaro, consulenza lessicografica di Emilio De Felice, Consulta Ligure, Genova, 1985

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, II, D - M, a cura di Giulia Petracco Sicardi, Rosetta Conte Labella, Fiorenzo Toso, Patrizia Cavallaro, consulenza lessicografica di Emilio De Felice, Consulta Ligure, Genova, 1987

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, III, N - S, a cura di Giulia Petracco Sicardi, Fiorenzo Toso, con la collaborazione di Andrea Capano, Daniela Balbi, Rossana Del Bene, consulenza lessicografica di Emilio De Felice, Consulta Ligure, Genova, 1990

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, IV, T - (Z), a cura di Giulia Petracco Sicardi, con la collaborazione di Andrea Capano, PAtrizia Scarsi, consulenza lessicografica di Emilio De Felice, indici a cura di G. Petracco Sicardi e Fiorenzo Toso, Consulta Ligure, Genova, 1992

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, Lessici speciali, 1 Gli uccelli, Consulta Ligure, Sagep Editrice, Genova, 1982

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, Lessici speciali, 2-I I pesci e altri animali marini, a cura di Manlio Cortellazzo, Marco Cuneo, Giulia Petracco Sicardi, Consulta Ligure, Genova, 1995

AA.VV., Vocabolario delle parlate liguri, Lessici speciali, 2-II Mare, pesca e marineria, a cura di Marco Cuneo, Giulia Petracco Sicardi, Consulta Ligure, Genova, 1997

Coixitæ


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Articoli e curiosità sui vocabolari genovesi

Il parere di Carlo Randaccio sui vocabolari dell'Olivieri, del Casaccia e del Paganini, tratto da Carlo Randaccio, Dell'idioma e della letteratura genovese, Roma, 1894.

Vocabolari del dialetto genovese, di Stefano Rebaudi, pubblicato su "Genova - Rivista del Comune", 1930.

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àn dîto a seu
16/12/2011 - 11:51
ALB, Zêna
Perché, segóndo voscià, "entrotæra" a no va bén?
15/12/2011 - 11:50
Pier Orecchia, Pontedecimo
Esiste la traduzione di "ENTROTERRA"
in Genovese???
15/11/2011 - 05:12
ALB, Zêna
Se dîxe "bónn-a fortùnn-a" ò "in bócca a-o lô". Sciâ nòtte che "in bócca a-o lô" o se lêze "in bocc'ò-u lô"
14/11/2011 - 12:05
Valentina, asti
vorrei sapere come si dice "buona fortuna" o "in bocca al lupo"
08/11/2011 - 10:34
ALB, Zêna
Scià ne i mànde. Ghe provémmo!
08/11/2011 - 07:47
Daniele, Sestri Levante
ilovesl.com
Buondì, se vi mando un elenco di nominativi di pesci del nostro mare avete modo e tempo di tradurlo??
Ve ringrazieva de coe............
01/11/2011 - 07:07
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ o se scrîve cómme scià l'à scrîto voscià, levòu l'acénto in sce lê, sàiva-a dî: chi fa, fa a lê.
31/10/2011 - 18:31
giovanni capello, sestri Levante
vorrei sapere come si scrive il proverbio:

"chi fa, fa a lè"

una ottima spiegazione in genovese della legge causa-effetto! grazie!
23/10/2011 - 03:03
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ o se scrîve coscì: into spêgio de 'n tiânìn.
22/10/2011 - 18:49
michele, genova
vorrei sapere come si scrive
nello specchio di un tegamino
13/10/2011 - 23:32
ALB, Zêna
Scibén che l'é mêgio no-infriciâse tra màio e mogê, no se reguémmo de rispónde. 'Na posciblitæ a l'é sta chi:
L'é vêa che "chi no ciànze no tétta", ma no scordâte che "un bèllo taxéi o no se peu scrîve" (e o fa riposâ in pö e oêge!).
13/10/2011 - 12:21
Paolo, Monaco
Mia moglie mi ha fatto un biglietto di auguri di compleanno nella sua lingua incomprensibile e siccome io sono genovese mi piacerebbe farglielo in genovese. E se ci fosse qualche bella frase pungente, siccoem è una che si lamenta spesso di tutto e di tutti, sarebbe anche meglio!! (non so tipo inserendo la frase "qui nu chanze nu tetta" o "a can vegiu, nu dighe cucciu" altro). Grazie per l'aiuto!!
11/10/2011 - 23:55
ALB, Zêna
Un gràçie a Eldomm pe avéine scrîto in milanéize: vîva o milanéize!
A "Parabola del Figliol Prodigo" ch'a l'é çitâ a s'atrêuva into vocabolâio de l'Olivieri do 1851 (pe descaregâlo clìcca chi). Pe comoditæ émmo tiòu fêua a "Parabola" e l'émmo réiza disponìbile clicàndo chi (a l'incoménsa a meitæ pàgina).
Se quarchedùn o fa a traduçión e o ne a mànda a publichémmo in sciô scîto de l'Académia.
11/10/2011 - 00:43
Eldomm, Milan
lmo.wikipedia.org/wiki/Utente:Eldomm
Ciao a tucc. Mì scrivi in Milanes, ma pensi che vialter podii capì quasi tutt quell che scrivi giò, tant come mì capissi quell che scrivii vialter in Genoves. A l'è interessant vedè come, in fond, la vostra grafia la sia puttòst compagna de quella nòstra milanesa (e lombarda).
Mì sont vun di amministrador de la Wikipedia in Lombard, e me piasaria savè come se disaria in del Genoves del dì d'incoeu la parabola del "Figliol Prodigo", che l'è ona specie de "palestra di roccia" per tucc quei che voeuren provà a scriv quaicòss in "dialett": quella che in Milanes la disarìa inscì:

On òmm el gh'eva duu fioeu. E 'l pussee giovin l'ha ditt al sò pader: "Pà, damm la part de la ròbba che la me tocca!" e 'l pader l'ha spartii foeura tra de lor ecc.

Mì, in Genoves, hoo trovaa solament version vegg, del Vottcent...
Podarissov, vialter, fàmm el piasè de mandàmm la traduzion chichinscì: "lmo.wikipedia.org/wiki/Ciciarada_Druvadur:Eldomm"?
Grazzie milla e viva o Zeneize!

Ve saludi,
Eldomm
23/09/2011 - 13:31
ALB, Zêna
A traduçión a l'é: L'é chi che dàn da béie?" Se peu ànche dî "béive".
23/09/2011 - 12:24
Roberto, Spéza
Buongiorno, vorrei sapere come si dice " E'qui che danno da bere?"
Grazie
21/09/2011 - 22:09
Roberto, Speza
Per cortesia potreste tradurmi la frase . "E' qui che danno da bere?"
Grazie
07/09/2011 - 04:40
ALB, Zêna
"Oggi sposi" a se peu tradûe leteralménte: ancheu spozoéi.
06/09/2011 - 10:14
paola, Zena
Te lo dico in italiano perchè il Zeneize lo capisco, lo parlo poco ma proprio non so scriverlo: come si traduce l'espressione OGGI SPOSI in Zeneize? Il termine prendere moglie (Piggia moggë) gli va vicino, ma come si scrive "Ci siamo sposati" oppure "sposati oggi"??? Help!
25/08/2011 - 23:59
ALB, Zêna
In zenéize "dondolare", sàiva a dî mandâ in sa e in la 'na cösa apéiza, se dîxe "dindanâ" (mi dindànn-o, dindanòu), méntre "cullare", pe dî mesciâ a chìnn-a di figeu, se tradûe "ninâ" (mi nìnn-o, ninòu).
25/08/2011 - 13:51
nino barone, trapani
www.ninobarone.it
desideravo sapere come dite in dialetto genovese "dondolare" "cullare". insomma desidero trovare nel dialetto genovese il sinonimo di "annacari" (dialetto siciliano)grazie!!!!
17/08/2011 - 00:16
Stefano Lusito, Zena
Câa Laura,

tànto pe cominsâ te ripòrto cöse gh'é scrîto in scî vocabolâi do zenéize: Casaccia, 1876: procesciōn; Frisoni, 1910: procescion; Olivari, 2006: procescion, porcescion; Bampi, 2008: procesción, proçesción. Pe pigiâ a testimoniànsa de doî cantaotôri che pàrlan zenéize cómme prìmma léngoa, poêmo sentî che o Piero Parodi o cànta "procesción" (vd. "Sanpedænn-a e o mâ"), méntre o Marco Cambri o dîxe "proçesción" (vd. "Pàize"). Ma mi pòsso dîte che ò sentîo ànche dî, e dìggo, "poçesción".

Stefano
15/08/2011 - 05:11
ALB, Zêna
A Zêna se dîxe procesción. Quarchedùn o dîxe ànche proçesción (ç = [s]). Portesción no l'émmo mâi sentîo (ma niâtri chi de l'Académia, parlémmo o zenéize de Zêna céntro e no poêmo esclùdde che da quàrche pàrte in Ligùria se pòsse dî coscì).
14/08/2011 - 23:12
laura, zena
comme se dixe processione in zeneise? Processcione o purtescion? Grassie. Laura
04/08/2011 - 20:35
ALB, Zêna
A paròlla "camerino" a se dîxe "camerìn", méntre pe l'âtra, "spogliatoio", se dêuvia 'na perìfraxi "stànsia dôve cangiâse" o scìmili.
04/08/2011 - 10:53
drïa, Zena
Ti m'agiùtti pe poéi scrîve in zenéize "camerino" o "spogliatoio"?
Gràçie.
:)
14/07/2011 - 10:42
ALB, Zêna
Pe-a Lùçia
???
13/07/2011 - 11:50
lucia, Genova
A Lavagna l'hai trovata, a Leivi l'hai portata, oggi te la sposi..e nel culo l'hai presa..
22/06/2011 - 19:11
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ se scrîve coscì:
Òua che són stànco pe tànte raxoìn
særo i éuggi pe sentîte vixìn
Into néigro iluminòu
me pâ de védite ciù bén.
Zoêna, moæ de 'n fìggio picìn
dònna segnâ d'avèrso destìn
moæ giànca pìnn-a d'amô fìn
Òua che són vêgio ànche mi
særo i éuggi pe parlâ con ti
pe rivédde giórni vêgi
pe amiâ ancón mæ moæ
e sentîla voéime bén.
E a sénto da-a vixìn
navegâ into mæ mâ...
àrvo i éuggi pìn de cénto,
òua ò ciù fòrsa pe louâ
22/06/2011 - 11:50
tamatoni, Zena
Grazie, anche se in ritardo,per la traduzione de "Careghetta" Potete aiutarmi ancora?
Oua che sun stancu pè tante ragiuin
seru i oggi pè sentite vigin
Into neigru illuminou
me pà de vedite ciù ben.
Zuena, mue d'en figgiu piccin
donna segnà d'avversù destin
muè gianca pinn-à d'amou fin
Oua che sun vegiu anche mi
seru i oggi pè parla cun ti
pè rivedde giurni vegi
pè ammia ancun mae mue
e sentila vueime ben.
Eh a sento da vigin
navigà into u mae mà...
arvu i oggi pin de centu,
oua ò ciù forsa pè louà
22/06/2011 - 11:50
tamatoni, Zena
Te ringrasiu tantu pè a traducion da mae emosciun scrita: Careghetta. L'e tardi, u so...ti me devi scusa. N'aprofittu pè n'atra tradusion grasie ancun prima

Oggi serré
Oua che sun stancu pè tante ragiuin
seru i oggi pe sentite vigin.
Intu neigru illuninou
me pa de vedite ciù ben
zuena, mue d'en figgiu piccin
donna segnà d'avversu destin
mue gianca pinn-a d'amou fin.
Oua che sun vegiu anche mi
seru i oggi pè parlà cun ti
pè rivedde giurni vegi
pè amia ancun mae mue
e sentila vueime ben
Eh, a sentu da vigin
navigà in tu mae mà...
arvu i oggi pin de centu
oua ò ciù forsa pè louà
20/06/2011 - 04:56
ALB, Zêna
Ciù che tradûe, scrîve! A se scrîve coscì: L'é chéita 'na bagàscia in mâ staséia. L'ùnico acénto òbligatöio o l'é quéllo in sciâ "é".
20/06/2011 - 11:50
sugar,
ciao .avrei bisogno di qualche anima gentile che mi possa tradurre questa frase.
"A LE CHEITA UNA BAGASCIA IN MA STASEIA" sicuramente non e' una frase carina......grazie ciaoooooooo
19/06/2011 - 04:56
ALB, Zêna
A se scrîve: I zugoéi do Moâsànn-a. Nisciùn acénto o l'é òbligatöio.
18/06/2011 - 16:41
balletta, genova
vorrei sapere come si scrive in genovese la frase "i giocatori del molassana". grazie mille
09/06/2011 - 20:12
ALB, Zêna
E trenétte avantagiæ són quélle co-o vantàggio, saiéiva a dî quélle che óltre a-a fænn-a gh'àn in pö de brénno. Sciâ lêze ànche quésta pàgina.
09/06/2011 - 15:02
Maurizio Opisso, Bologna
www.albarotop.com
Vorrei sapere, per favore, cosa sono le trenette avantaggiate oppure avvantaggiate (con due v) perchè ieri sera ho seguito il MILIONARIO ed ho sentito una domanda che secondo me hanno dato una risposta "bufala!!!"
Grazie e buona serata

Ho scrtu in Italian perchè o zeneize o le diffisile da scrive ............. ma parla le differente!
Bunegia.........
08/06/2011 - 23:59
ALB, Zêna
In zenéize se dîxe: spaventàggio. L'acénto o no l'é òbligatöio.
08/06/2011 - 21:27
enrica,
per favore mi sapete dire come si traduce la parola "SPAVENTAPASSERI" grazie mille
08/06/2011 - 07:01
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ se scrîve:
Tùtte pescæ unn-a pe vòtta.
Nisciùn acénto o l'é òbligatöio.
07/06/2011 - 15:48
furesta, Rapallo
Laura - Rapallo
Vorrei sapere come si traduce:
"tutte pescate una alla volta"
Grazie.
28/05/2011 - 03:21
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ se scrîve: Gîite che t'adêuvio. Nisciùn acénto o l'é òbligatöio.
27/05/2011 - 11:36
Laura, Zena
Per favore mi scrivete correttamente quello che si pronuncia così:

Giite che t'adoviu

se poi vi interessa vi spiego perché mi serve.
26/04/2011 - 05:55
ALB, Zêna
Niâtri a Zêna émmo de lóngo dîto "giornalìsta" pe tradûe a paròlla italiànn-a "giornalaio". Pe evitâ italianìsmi "ddicola" saiéiva bén dîla "dò-u giornalìsta" ò esprescioìn scìmili.
25/04/2011 - 15:34
simona, rapallo
vorrei sapere come si scrive "giornalaio" o " edicola"
25/04/2011 - 15:33
simona, rapallo
vorrei sapere come si scrive in genovese "giornalaio" o "edicola" . grazie mille
10/04/2011 - 16:51
Leveroni Dario, Port Elizabeth in Sud Africa
home.global.co.za/~levent
Sono nato a Port Elizabeth nel Sud Africa, pero mia nonna mi ha cresciuto Genovese. Sun Zeneize e nu me mollo. Il Genovese lo parlo, ma pero' trovo dificolta a scriverlo.
07/04/2011 - 23:59
ALB, Zêna
Dolcino “E paròlle do gàtto”, vôxe miödin: Ipocrita - Da Miödinn-a, nómme dæto dò-u pòpolo a Salomé, a responsàbile da mòrte do Batìsta.
07/04/2011 - 19:42
andrea, genova
vorrei sapere il significato della parola "mioudin"
05/04/2011 - 18:38
barbara, cattolica
grazie x la traduzione del pezzo di mia figlia, nonostante sia genovese ho perso il mio dialetto dopo tanti anni di vita in Romagna. Trovo positivo che i bimbi lavorino sulle origini dei propri genitori grazie dell'aiuto e buon dialetto!!!!
16/03/2011 - 00:11
ALB, Zêna
Écco a traduçión. Raieu a-o vapôre mæ pasción. Ti me invexéndi, co-â teu bontæ, e papìlle do gùsto. Te mangjéiva a prànso, a çénn-a, de matìn. Quànde vàddo dò-u cinéize ne comàndo doê porçioìn.
15/03/2011 - 18:10
barbara, cattolica
mi servirebbe una traduzione in dialetto genovese x un compito di scuola di mia figlia: raviolo al vapore mio prediletto. Mi agiti col tuo sapore le papille del gusto. Ti mangerei a pranzo a cena di mattina. Quando vado dal cinese ne chiedo due porzioni.     grazie in anticipo x l'aiuto
25/01/2011 - 08:53
ALB, Zêna
In grafîa ofiçiâ se scrîve coscì:
A careghétta dónde mæ moæ
a tiâva d'agóggia fìnn-a
a l'é de légno bón
tùtta de castàgno
Òua a l'é li 'nte 'n cànto
chi vêgne o l'amîa 'n pitìn
o s'asétta sénsa rigoàrdo
e me se scénta o cheu
Careghétta picinìnn-a
mæ moæ a l'é ancón li
a l'amîa derê a-i spegétti
- Són mi, màmma, són Pinìn,
te véddo bén ànche coscì,
ti cûxi a teu cansón
t'ê li a louâ pe mi
pöi me dìggo
Câa mæ moæ
a no gh'à prêxo a teu cansón
fæta d'agóggia e de fî bón
Careghétta d'öo fìn
mi te véddo asémme a lê
in scê tòue de castàgno
un cuscìn pe métte i pê
Òua chi me bàtte o cheu
i ricòrdi vêgnan a gàlla
són föe de tànto amô
són i bâxi do teu figeu
24/01/2011 - 21:05
tamatoni, Zena
Ho scritu unna riflessiun ma me pa ma scrita...ti m'aggiutti?
A careghetta dunde ma mue
a tiava d'aguggia finna
a l'è de legnu bun
toute de castagnu
Oua a l'è lì in te'n cantu
chi vegne l'amia un pitin
u se setta sensa riguardu
e me se scenta u coe
Careghetta picininnna
me muè a lè ancun lì
a ma mia derè i spegetti
- Sun mi, mamma, sun Pinin,
te veddu ben anche cuscì,
ti cuszi a tò cansun
te lì a lou pè mi
poi me diggu
Caa mè muè
nu ghe presziu a toè cansun
faeta d'aguggia e de fi bun
Careghetta d'ou fin
mi te veddu assemmè a lè
in sce toue de castagnu
ùn cuscin pè mettè i pè
Oua chi me batte ù coè
i ricordi vegnan a galla
sun foe de tantu amù
sun i baxi du toe figeou
13/01/2011 - 05:43
ALB, Zêna
Se dîxe: "spaventàggio".
12/01/2011 - 21:05
carlo, rapallo
signùria.per favore vorrei sapere come si dice in genovese:spaventapasseri.grazie
01/01/2011 - 15:51
ALB, Zêna
Se scrîve: "Bón ànno a tùtti". Nisciùn acénto o l'é òbligatöio.
01/01/2011 - 13:03
barbara, genova
buongiorno potreste dirmi come si scrive in dialetto genovese "buon anno a tutti" ?
GRAZIE
21/12/2010 - 04:32
ALB, Zêna
"Autunno" se dîxe, a segónda de chi pàrla, aotùnno, outùnno, ötùnno.
A paròlla "pioggia" in zenéize a no l'exìste: a Zêna dìmmo ægoa. Ez. t'æ vìsto quànt'ægoa l'é vegnûo zu vêi?
20/12/2010 - 18:46
mariano adelchi rivano, carloforte
mi porlu in tabarkin. oriè savaie cumme
se dixe in zeneize l'italian: autunno.
e se existe a paula: pioggia, in zeneize.
tante grassie a prestu.
20/12/2010 - 18:44
mariano adelchi rivano, carloforte
mi porlu in tabarkin. oriè savaie cumme
se dixe in zeneize l'italian: autunno.
e se existe a paula: pioggia, in zeneize.
tante grassie a prestu.
30/11/2010 - 03:30
ALB, Zêna
Écco a traduçión:
1 - són li, in sciô tavolìn cómmò-u sòlito.
2 - ànche lê o l'é li, in sciô tavolìn.
3 - ...e çercælo, mi són aprêuo a preparâ a sùppa de péscio, sò asæ mi do telecomàndo!
Scignorîa
06/12/2010 - 16:39
Corrado, Zena
ciao e complimenti per il sito:
ho vissuto per tanti anni a milano ed una cara amica di vegnate (MI) deve rappresentare in teatro una commedia dalle sue parti...guarda caso deve dire 3 frasi in genovese...mi potreste fare una traduzione?
1-sono li', sul tavolino come al solito.
2-anche lui e' li', sul tavolino.
3-...e cercatelo, io sto preparando la zuppa di pesce, che ne so io del telecomando!

grazie comunque
ciao
Corrado
30/11/2010 - 03:30
ALB, Zêna
Écco a traduçión: I scîti do Bèrto. Nisciùn acénto o l'é òbligatöio.
Scignorîa
30/11/2010 - 11:01
Giuseppe, Loano Lòa
buongiorno purtroppo non parlo bene il genovese ma vorrei studialo un pò di più, jo bisogno di un aiuto mi serve che mi inviate scritto correttamente la frasce I siti di Berto, che credo sia I XITI DU BERTO ma non so bene usare la punteggiatura delle vocali, un'altra è a lè ciù persa che baxeicò, grazie e scusate l'ignoranza ma devo inserirle in sito internet e non vorrei farmi ridere dietro. complimenti per lo sforzo che fate per tramandare la nostra lengua
18/10/2010 - 20:21
Pasquale,
Chiedo aiuto chi mi sa tradurre in dialetto imperiese "olio... da cento anni ogni giorno sulla vostra tavola".
Grazie mille.
18/10/2010 - 20:18
Pasquale,
Chiedo aiuto chi mi sa tradurre "olio ... da cento anni ogni giorno sulla vostra tavola".
Grazie mille.
02/09/2010 - 03:30
ALB, Zêna
Écco a traduçión co-o sogètto maschîle: Con viâtri o no ghe veu parlâ. O voéi acapî!
Se, invêce, chi pàrla a l'é 'na fìggia alôa bezêugna cangiâ a "o" co-a "a"; a traduçión a l'é dónque sta chi: Con viâtri a no ghe veu parlâ. O voéi acapî!
I acénti òbligatöi én quélli de paròlle "parlâ" e "acapî".
01/09/2010 - 19:13
enrico, gena
Vi chiedo se qualcuno conosce la traduzione in genovese della seguente frase:
con voi non ci vuole parlare.
Lo volete capire!

Grazie anticipatamente
18/08/2010 - 23:34
ALB, Zêna
Probabilménte co-â paròlla "preubisciun" vosciâ sciâ veu inténde "prebogión", ch'o l'é 'na mescciûa de verdûe. Pe quésto tànte vòtte se dêuvia prebogión pe dî confuxón, paciûgo.
Scignorîa
18/08/2010 - 17:24
manlio burlando, zena
me puei di cose a le' un preubisciun

scuseme pe'questo zeneise che u pa' ciu' calabreise che atru
09/08/2010 - 22:33
annA, zena
Grazie infinite per la gentile risposta a proposito di "Micelâ".
Buon Ferragosto!
08/08/2010 - 08:28
ALB, Zêna
Micelâ ò bicelâ a no l'à 'na traduçión in italiàn co-ina sôla paròlla. Écco cös'o scrîve o Cazàssa:
«Buffetto ed a Siena Boccetto: Colpo che si dà con un dito,ordinariam. coll'indice o col medio, fatto scoppiare di sotto al dito pollice».
Scignorîa
06/08/2010 - 23:42
annA, genova
Parlo e leggo il nostro dialetto ma non sono capace di scriverlo e me ne scuso perchè la bellezza di questo sito sta proprio nel fatto di dialogare dialettamente.
Se fosse possibile gradirei conoscere la traduzione in italiano del vocabolo "micelà", che ovviamente avrò scritto scorrettamente! Per intenderci, quel colpetto con pollice e dito medio che ci davamo nelle orecchie da piccoli...
Grazie infinite.
21/07/2010 - 01:23
ALB, Zêna
Pe AMULETO l'Òlivari o regìstra o françexìsmo "pòrtboneur", méntre o Cavenaghi o propónn-e a traduçión "pòrtafurtùnn-a".
Scignorîa
20/07/2010 - 09:41
enrico granara, Roma
Me saieva cau attroevâ a traduçión zeneize d'a paròlla AMULETO Graçie Scignorîa Rîcu Granaea
14/07/2010 - 11:11
ALB, Zêna
Écco a traduçión: "Veuo comme 'na cànna", niscùn acénto o l'é òbligatöio.
Scignorîa
13/07/2010 - 13:46
enrico,
Scusate c'è qualcuno che conosce la traduzione in genovese di "vuoto come una canna"?
Grazie anticipatamente
10/07/2010 - 18:09
ALB, Zêna
A paròlla registrâ (Cazàssa, 1876) a l'é faxolìn. Gh'êa doî tîpi de faxolìn: i gancétti, cùrvi cómme 'n gàncio, e i pelandroìn, ciù drîti, ciamæ coscì perché êan ciù lónghi da chêuxe.
Scignorîa
09/07/2010 - 13:47
matteo, gernova
per favore mi direste come si traduce "fagiolino"? ...mica "pelandrunetti"? grazie
03/07/2010 - 12:12
ALB, Zêna
A Zêna se dîxe pesciæa e, pe l'òmmo, pesciâ. A paròlla registrâ (Cazàssa, 1876) a l'é pesciaieu pe l'òmmo e pesciaieua pe-a dònna. Ma va tegnûo prezénte che e paròlle càngian da pòsto a pòsto e peu êse che a Vâze ségian diferénti. Pe quésto sciâ poriéiva sentî quélli do "Canpanìn Rósso", li a Vâze.
Pe conclùdde co-in ezénpio, o Cazàzza o scrive che "regatónn-a" a l'é quélla ch'a vénde a frûta, ma ciù de recénte se dêuviâva sta paròlla pe quélle che véndéivan frûta e verdûa a l'ingròsso.
Scignorîa
02/07/2010 - 16:45
nadia, varazze
sto scrivendo un libro sulla storia della pesca, alcuni vecchi chiamano le pescivendole "pescelle" altre "Rigatunne"

Mi potreste indicare il termine genovese e soprattutto l'esatta scrittura? grazie
19/06/2010 - 02:20
ALB, Zêna
Écco a traduçión: "A cantìnn-a da Rélia", niscùn acénto o l'é òbligatöio
Scignorîa
18/06/2010 - 15:34
luca, zena
potreste gentilmente tradurmi in genovese questa frase?
" la cantina della Relia "
spero di avere una vostra risposta al piu'
presto.
ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti.
luca tisalbo
01/04/2010 - 01:04
ALB, Zêna
Écco e traduçioìn:
- no voéi mai a veitæ
- òtegnî l'aldilà (mêgio: goâgnâse o paradîzo)
- navegâ sénsa vénto
- vegnî mêgio con l'etæ
Scignorîa
31/03/2010 - 18:27
Barbara Bonati, Arezzo
Il vostro sito è bellissimo, mio marito era genovese, dico era perchè purtoppo non c'è più, ed io visito spesso il vs sito per tenermi in contatto con questa lingua a lui molto cara e che a me piace molto.
Per cortesia mi potete tradurre nella vostra meravigliosa lingua queste quattro frasi:
- non volere mai la verità
- ottenere l'aldilà
- navigare senza vento
- migliorare con l'età
Vi ringrazio anticipatamente
Barbara
30/12/2009 - 15:47
Fulvio, Zena
Sono Zeneixe ma non sono capace a scrivere o leggere il Zeneixe: Fulvio
07/05/2009 - 13:33
ALB, Zêna
Câo sciô Massacesi,

l'ùnico vocabolâio che l'Académia a conséggia o l'é quéllo ch'o móstra a grafîa ofiçiâ, ch'o saiéiva sto chi:

Franco Bampi, Nuovo Vocabolario Italiano-Genovese, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2008

O peu êse acatòu diretaménte da l'editô
Nuova Editrice Genovese
06/05/2009 - 23:44
Alessandro Massacesi, Roseto degli Abruzzi
Sto scrivendo un libro in cui uno dei personaggi è di Genova. Vorrei acquistare il vocabolario italiano genovese che secondo voi possa aiutarmi di più. Vi ringrazio
27/12/2008 - 22:08
henriette molinari, framura
come si traduce in italiano
sorraezzi
o sovraezzi
05/10/2008 - 10:13
faust,
u scitu pe i vocabolâi:

http://www.dejudicibus.it/dizionario/
05/10/2008 - 09:59
faust,
ghe sun anche quelli in tà rèe
scitu de "de judicibus"

lakigo@virgilio.it
16/06/2008 - 12:26
ALB, Zêna
Émmo sostitoîo "Ma" con "Ma-a" perché "M'â" o no va bén dæto che a crâxi a se màrca co-o tratìn.
16/06/2008 - 11:12
Piero de Bösanæo, Bösanæo
Agiùtti pe poéi scrîve chi: âæÆêçîöóôûª
Amîxi,
éi scrîto: Ma no l'é coscì.(4ªriga).
Mi scriviéiva coscì:M'â no l'é coscì.(Ma a no l'é coscì).
Scignorîa.
Piero de Bösanæo
A l’è gradîa a coreçión de paròlle uzæ e da forma uzâ. Gràçie.
08/06/2008 - 20:07
ALB, Zêna
Fæto. Gràçie.
08/06/2008 - 17:16
Piero Bordo, Bolzaneto
Inta quinta riga gh'é da corrézze a paròlla "vicabolâio".
Scignorîa
29/05/2008 - 13:30
CASTIGLIA DEBORA, SAVONA
Dove posso avere una valutazione di questo libro?
Giovanni Casaccia, Vocabolario Genovese-Italiano, Tipografia dei Fratelli Pagano, Piazza S. Giorgio n° 1383, Genova, 1851 Secondo Vito Elio Petrucci, il "vero" Casaccia, quello davvero genovese, è questo: cioè quello scritto prima dell'unità d'Italia.
Grazie!
Debora.

[ in çimma da pàgina ]